No Expo, un passamontagna non fa un’ideologia

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Nella foto in alto l’unico possibile commento alle immagini di ieri. Una tuta nera, un black bloc, un antagonista, un violento senza nome e senza casacca. Colui che nel momento della furia, col passamontagna calato sul volto, si rende irriconoscibile. Irresponsabile, perché non vuole rispondere delle sue azioni. Quando è filmato, il più delle volte s’incazza: “Abbassa ‘ste cazzo di telecamere!”. Il giorno dopo, però, cerca il suo cappuccio tra le foto sul giornale. Così si aggira, irriconosciuto, per la terra. Le cronache possiedono comodi contenitori anonimi dove infilare ogni senza volto: sicuri, a-ideologici, anonimi. Valgono per ogni manifestazione o movimento. Il sogno di ogni titolista: la grande etichetta onnicomprensiva, la parola giusta per ogni evento.

La furia si è abbattuta, secondo le narrazioni, sulla ricchezza. Una rabbia post-ideologica senza lenti dottrinarie, senza la possibilità di essere ricompresa in un progetto di ampio respiro. Immediata, prende di mira le vetrine delle banche e le auto di lusso. Il suo obiettivo è una dekulakizzazione pressapochista, che perde di vista i veri agenti della precarietà e del conflitto sociale.

Dall’altro lato c’è l’Expo dorata. L’Expo gioiello simbolo dell’Italia che riparte, almeno per come ci viene propinata nell’improvvisa accelerata ideologica di questi giorni. Chi non ha la memoria corta non dimentica l’ultimo anno di anno inchieste: Expo è simbolo di corruzione, cantieri interminabili e precarietà spacciata per “un’ottima occasione di lavoro non sfruttata dai giovani”.

Quello che resta di ieri, però, è l’uomo nero nella foto in alto. Senza volto e irresponsabile, senza ideologie e incazzato, irrappresentato e irrappresentabile. Né in Parlamento, né sulle cronache. La sua rabbia è un quantuum di energia dispersa. Dietro il passamontagna-etichetta c’è l’impossibile relazione tra l’antagonista-black bloc-tuta nera e chi lo dovrebbe raccontare. Ancora una volta il fallimento è reciproco: incomprese restano le ragioni della protesta, incompreso resta il fenomeno. Perché tutto quello che accomuna i manifestanti di volta in volta chiamati antagonisti-black bloc-tute nere è un passamontagna. E un passamontagna non fa un movimento, né tantomeno un’ideologia.

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La svestizione dei manifestanti, ieri, ha fatto il giro d’Italia. Quello che non è stato detto, però, è che sotto le tute non c’era nulla. Gli antagonisti-black bloc-tute nere sono semplicemente svaniti, evaporati. Pronti a comparire al prossimo corteo e ad oscurare con la loro nera presenza la retta ira di chi scende in piazza.

Hank

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