Mauritania, il leader antischiavitù Biram Dah Abeid rischia la sua vita in carcere

12140718_10153726104914801_7090147737508764367_nPeggiorano le condizioni di salute di Biram dah Abeid, leader del movimento anti-schiavitù Iniziativa per la rinascita abolizionista (Ira) Mauritania, arrestato l’11 novembre 2014. Secondo le fonti dell’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti dell’uomo, progetto congiunto Federazione internazionale delle leghe dei diritti umani (FIDH) e l’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT), Biram, imprigionato nel carcere di Aleg, “non avrebbe accesso alle cure mediche in custodia e non potrebbe ricevere visite. Ora soltanto a sua moglie – aggiungono – è permesso di fargli visita due volte alla settimana per portargli cibo” visto che non sarebbe stato “correttamente alimentato dall’amministrazione penitenziaria”. A lui sarebbe quotidianamente impedito, inoltre, di lasciare la sua cella anche per l’ora d’aria dalle quattro o cinque guardie carcerarie che lo sorvegliano costantemente.

Nella capitale repressa manifestazione in suo favore. Il 26 ottobre gli attivisti di Ira Mauritania hanno manifestato a Nouackhott, la capitale dello stato africano, per la liberazione di Biram e per quella di Brahim Bilal, braccio destro dell’attivista. “Una marcia pacifica – hanno scritto i manifestanti in un comunicato – è stata oggetto di una repressione di rara violenza da parte delle forze dell’ordine. Hanno utilizzato manganelli e granate lacrimogene per disperderci”. Segue una lista di attivisti feriti e arrestati di cui l’Ira ha chiesto il “rilascio incondizionato”, oltre a puntare il dito contro “le autorità giudiziarie”, che ritengono “responsabili per ciò che accadrà a Biram Dah Abeid”.

Il video: la manifestazione repressa

Ha l’ipertensione e gravi disturbi del sonno. Il rapporto dell’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti dell’uomo fa luce sulle condizioni di salute del leader incarcerato: “Secondo le informazioni ricevute – si legge – il signor Biram Dah Ould Abeid soffre di un’ernia del disco, ipertensione, forti dolori addominali, e presenta gravi disturbi del sonno. Soffre regolarmente di vertigini e ha grandi difficoltà di movimento. Secondo le stesse informazioni, il 25 Agosto 2015, il signor Biram Dah Ould Abeid è stato ricoverato in ospedale ad Aleg in Seguito a dolori acuti alla schiena e alla gamba. Il medico capo dell’ospedale Aleg che lo ha visitato, ha affermato che avrebbe dovuto essere trasferito d’urgenza in ospedale Nouakchott”.

Detenuto nella “Guantanamo mauritana”. Biram e Brahim sono in carcere perché ritenuti organizzatori di una manifestazione non autorizzata: la carovana contro la schiavitù fondiaria, fenomeno per cui i braccianti neri di etnia harratin lavorano gratuitamente le terre espropriate dal governo e spesso vendute ad aziende estere. Processato e condannato il 15 gennaio 2015, mentre veniva annoverato tra i prigionieri di coscienza di Amnesty international, è stato trasferito in una prigione in una giurisdizione diversa da quella dove era stato commesso il crimine: il carcere di Aleg, conosciuto anche come la “Guantamo mauritana” per il caldo insopportabile e le precarie condizioni igienico-sanitarie.

biram
Biram Dah Abeid

L’appello e la lettera di Biram. Il 20 agosto 2015 la Corte d’appello ha confermato la condanna per Biram e Brahim, ma gli imputati non hanno partecipato al processo: non volevano riconoscere la legittimità della corte. Dopo la condanna Biram ha scritto una lettera aperta rivolta al mondo intero, per focalizzare l’attenzione sulla schiavitù in Mauritania. “Ho dedicato la mia vita combattere la schiavitù, l’impunità e l’ingiustizia – ha rimarcato con forza -. È una promessa che ho fatto a mio padre, che sposò una schiava e la cui famiglia fu fatta a pezzi per colpa della schiavitù. Oggi vi sto scrivendo dalla cella della prigione dove sono rinchiuso per aver parlato di questo commercio crudele”. Nonostante la delusione per la sentenza contraria, conclude così la sua lettera: “Mi rifiuto di gettare la spugna per il mio paese e per quelli che vivono segnati dalla schiavitù. Oggi, chiamo in causa il mondo per sostenere la nostra lotta per la libertà”.

La schiavitù in Mauritania. In Mauritana la schiavitù è stata abolita ufficialmente nel 1981 – ultimo paese al mondo – e il Parlamento ha inasprito le pene nel 2007 e il 12 agosto 2015, equiparandola a un crimine contro l’umanità punibile con 20 anni di carcere. L’Ira Mauritania, però, contesta la mancata applicazione delle leggi e l’uso strumentale dell’ultimo provvedimento, a una settimana dal processo di Biram. Secondo il Global slavery index elaborato dall’ong australiana Walk free, nel paese africano vive la più alta percentuale di schiavi al mondo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...