Mondo di Mezzo, l’impepata de cozze a 5 Stelle su Mafia Capitale

Il mondo di mezzo - Massimo Bonetti Matteo Branciamore Laura Lena Forgia

Dopo un paio di sedute di psicoterapia, sono riuscito a elaborare il trauma di Mondo di mezzo, “l’impepata de cozze” con profumo di limone e propaganda 5 stelle su Mafia Capitale. Un cinepanettone di primavera  – una cinecolomba, in pratica –, con tanto di tette e culi in primo piano, presentato come “film d’indignazione”, che dovrebbe ispirarsi al cinema verità degli anni Sessanta. Quasi una rivisitazione di Le mani sulla città di Francesco Rosi, nell’intenzione degli autori. Più simile, in realtà, al Natale con la casta teorizzato in Boris – Il Film e ora finalmente nelle sale.

A differenza di Rosi, Massimo Scaglione risolve la realtà totalmente nella finzione e ne offre un affresco macchiettistico, involontariamente parodiato. Con l’aggravante della propaganda sullo sfondo: il film – che è stato presentato nella sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito – è la rappresentazione di quel sentimento popolare del “magna-magna” generico, su cui i 5 stelle, purtroppo, continuano a giocare. Un sentimento che è antipolitico nel senso più proprio: perché spinge i cittadini lontano dalla gestione delle città, dall’azione nelle comunità. Così tutto resta fermo nell’eterno stallo e nella contemplazione di quanto erano corrotti e ladri “quelli che c’erano prima”. È questa contemplazione, totalmente slegata dal contenuto di verità, che “Mondo di Mezzo” offre a buon mercato.

In Boris c’è una scena archetipica: René Ferretti, acquisiti i diritti del libro La Casta, cerca degli sceneggiatori capaci di ricavare un film di qualità in un mese. Le sue velleità artistiche, però, naufragano davanti a una serie di soggetti strambi – memorabile è la scena in cui un’improbabile tarantiniana gli propone di far saltare in aria la testa a tutti i politici corrotti -, cosa che lo induce ad affidarsi all’usato sicuro: i tre sceneggiatori truffaldini della serie Gli occhi del cuore, impareggiabili cantori dell’umore del popolo. I tre mettono subito in chiaro l’alternativa a Ferretti: “O fai l’impepata de cozze, o il film inchiesta alla Michael Moore”. Stabilito che di Michael Moore, Ferretti, non ha nemmeno “la panza”, non resta che la prima opzione ovvero fare “un film allusivo, metaforico, cercando di spacciarlo per storia universale”. In fondo non c’è nulla di male nel fare un film allusivo, metaforico, persino politico nel senso meno nobile del termine, ovvero di schieramento partitico. È il tentativo di mascherarlo da storia universale la vera truffa allo spettatore.

La fiera delle vanità è andata in scena durante la presentazione del film al Campidoglio. De Vito ha parlato di “film coraggioso e forte come la verità” che “mette in evidenza anni di malgoverno della nostra città”. Peccato che all’interno di queglii “anni di malgoverno” venga totalmente omesso il ruolo della destra romana e in particolare non sia rappresentata in alcun modo la figura del sindaco Gianni Alemanno, a processo per l’inchiesta “Mondo di mezzo”, mentre sono presenti – in immagini d’archivio inserite dal regista nel film – Rutelli e Veltroni, neanche sfiorati dalle indagini. Il film procede per allusioni: il suo bersaglio è goffamente politico. I fatti restano sullo sfondo, dominano le interpretazioni. Nel calderone del magna-magna finisce una vera e propria colonna dell’antimafia: la Casa del Jazz, bene confiscato a Enrico Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana, e oggi gestito da Libera. D’altronde l’ideologia che c’è dietro la cinepresa è perfettamente rappresentata dall’attore Tony Sperandeo, che si prende il microfono per rivendicare che Mondo di mezzo è un “film d’inchiesta” che dice pane al pane e vino al vino, a differenza di chi parla dei “ciechi come non vedenti e dei sordi come non udenti”. Tutto è pronto per il j’accuse finale: “Qui i ladri si chiamano politici”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...